Dal promontorio si può godere di uno dei panorami più belli e suggestivi di tutta la Sardegna, l'intera vista dell'ampio golfo di Alghero e la vicina isola di Foradada. Capo Caccia deve il suo nome alle battute che i cacciatori facevano nella zona che circonda il promontorio. Proprio per proteggere gli animali, la zona è stata dichiarata oasi permanente di protezione faunistica e ciò ha in effetti giovato alle varie specie presenti nella zona: la pernice sarda, l'aquila del bonelli, il falco pellegrino, il gabbiano reale e corso. La popolarità di Capo Caccia è sicuramente favorita dalla presenza di grotte poste proprio nella parte inferiore del promontorio, su tutte le Grotte intitolate al Dio del mare Nettuno.
GROTTE DI
NETTUNO
Sono
accessibili, mare permettendo, con un
traghetto dal porto di Alghero, oppure
dall'ardita Escala del Cabirol, aperta nel
1954: un sentiero con 656 gradini e alcuni
tratti pianeggianti che scende lungo tutta
la falesia, dai 110 metri della sommità
fino all'ingresso lambito dalle onde, dove
attraccano i barconi carichi di turisti.
L'ingresso, che si apre a circa un metro
d'altezza sul mare, è quasi pianeggiante,
coperto di vegetazione, alto otto metri e
lungo venti. Da qui si accede a un vasto
lago salato interno, posto allo stesso
livello del mare, con il quale è in
comunicazione sotterranea. Il lago è lungo
120 metri circa, caratterizzato da scogli
affioranti, bassifondi e sponde
inaccessibili, costituite da splendide
formazioni del carsismo sotterraneo:
enormi colonne che sorgono dall'acqua a
sostegno della volta, concrezioni
pittoresche, saloni giganteschi e
misteriosi cunicoli, frutto
dell'incessante lavorio del mare nella
roccia calcarea.



LA
PELOSA