Arzana, il cui nome, "Arthana", significa brezza fredda, conta poco più di 3000 abitanti. Stupendo centro posto ai piedi del Monte Idòlo, fu fondato dalle genti che abitavano gli antichi villaggi di Silisei e Ruinas. Di notevole interesse archeologico sono i monumenti di pietra, da quelli neolitici delle domus de janas di Perdixi alle numerose testimonianze nuragiche di Unturgiadore, Sa' e Corrocce, Sa Tanca, Ruinas, a cui si associano i meno evidenti resti di villaggi di capanne e i ruderi di tombe megalitiche in rovina. A Tedderieddu e nel villaggio scomparso di Silisé permangono tracce di insediamenti di età romana come l'impianto termale venuto alla luce dentro il paese nella zona di Su Bangiu. Nel XVI secolo, era stato abbandonato il villaggio medioevale che ha lasciato tracce cospicue vicino al complesso nuragico di Ruinas. Medioevale è anche la croce di bronzo, conservata nella chiesa della parrocchia, che si vuole sia stata trovata a Silisé. Dentro la chiesa, intitolata a San Giovanni Battista, si conserva un ostensorio del Seicento, attribuito al maestro cagliaritano Antioco Canavera, di particolare valore artistico. Tra le risorse del paese si deve annoverare l'abilità delle ultime artigiane del telaio, oltre all' immensa ricchezza del suo patrimonio idrico rappresentato soprattutto dalla sorgente montana di Funtana Orrubia e all'aria particolarmente salubre. Arzana infatti è conosciuta a livello nazionale sia per la produzione dei coltelli che per la longevità dei suoi abitanti, che secondo alcuni recenti studi dipenderebbe dalla favorevoli condizioni climatiche tra cui l’aria salubre e i ritmi tranquilli che regolano la vita del paese. Tra le sagre quella di maggio dedicata alle erbe medicinali del Gennargentu, a luglio la “Sagra del formaggio e della tundimenta” (tosatura delle pecore) e a novembre la “Sagra del porcino d’oro e del novello d’oro”, che richiama ogni anno migliaia di visitatori non solo dalla Sardegna. L’ultima domenica di agosto si festeggia San Vincenzo, con una processione religiosa alla quale partecipano i fedeli in costume sia a piedi che a cavallo, a cui segue uno spettacolo folk con musica e balli tradizionali.

 

 
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Valle di Gidinis, Bosco di Tedderi, Altopiano di Cixini Crobeni

Da Arzana si prende la strada per il Carmine, poi si svolta nella strada per Nuoro e dopo pochi chilometri si vede un ponte di granito: da qui inizia la strada per il Gennargentu. Si prosegue costeggiando il lago Alto del Flumendosa, e si continua a salire arrivando infine al bivio per Seui. A questo punto si vede la punta di Perda Liana; si prosegue poi in discesa sino a valle, dove si trova il bivio di Pirincanes: si prende a destra verso la valle di Managilis. Si prosegue in salita su una strada bianca e poco dopo si trova una grande quercia centenaria chiamata S'Ilixi 'e Mesu Serra.
Continuando ancora su questa strada si giunge al Villaggio Nuragico di Bidda ‘e Silisè, dopo il quale si vede il Nuraghe Unturgiadore o S'Uturgiadore; vicino ad esso c'è un bivio sulla sinistra che porta alla Valle di Gidinis. Qui, in mezzo ad un antico bosco di ginepri, si trova una delle querce più grandi e vecchie d'Europa chiamata S’Ilixi ‘e Perreddu.

Si può proseguire attraverso il bosco di tassi di Tadderi, che presenta enormi esemplari centenari di rarissimi Taxus Bacata, conosciuti come i tassi più vecchi d'Europa. In queste zone vivono ancora diversi branchi di mufloni, oltre ad altre specie tipiche del Gennargentu.
Se si continua oltre Tadderi, a poca distanza si trova l'Altopiano di Cixini Crobeni, dove termina la strada: da qui si può proseguire a piedi lungo un sentiero che porta alla valle di S'Abba ci Sonada, chiamata così perchè si può sentire il canto delle sorgenti, la più bella delle quali, chiamata Sa Funtana Orrubia, si trova un pò più in alto, salendo a sinistra nei pressi dell'antico ovile di "Coili 'e Liurus". A questo punto ci si trova alle pendici di Punta La Marmora, che con i suoi 1834 m d' altezza è la cima più alta della Sardegna.