Uno dei paesi più importanti della regione, sia per l'estensione del territorio che per le numerose bellezze naturali che caratterizzano i suoi dintorni. Baunei conta poco più di 4000 abitanti. Si pensa che il suo nome derivi da "bainos", che significa fornace per fondere i metalli o per cuocere la roccia calcarea per fare calce. Il territorio è dal punto di vista paesaggistico e naturalistico assolutamente straordinario; valli carsiche, l'altopiano del Golgo con "Su Sterru", che è la voragine più profonda d'Europa, e "Margine", caratteristico altopiano carsico, la sua costa con le falesie più alte del Mediterraneo, sono solo alcune di queste sue rarità. Dal punto di vista faunistico si possono trovare specie di primordine come l'aquila reale, il falco della regina, il gabbiano corso, il muflone, l'astore, il falco pellegrino, ecc. 
 
Importantissima dal punto di vista turistico la sua frazione Santa Maria Navarrese.
 

Nuraghe Co 'e Serra
Il PaeseVoragine del GolgoPanorama sopra PedralongaGrotta di Cala LunaNuraghe Chiesetta di S.Pietro

 

Olivastri di S. M. Navarrese - Torre Spagnola - Chiesa di S. Nicola di Bari - Nuraghe di Orgoduri   

 

 

Il monumento naturale botanico è ospitato all’interno del parco urbano di Santa Maria Navarrese, frazione costiera del comune di Baunei. La classificazione botanica lo identifica come Olea europaea L.var.sylvesrris (Miller) Brot, meglio noto con il nome di olivastro. Il patriarca arboreo, d’età millenaria, fa ancora mostra della sua mole che è davvero ragguardevole. La sua chioma svetta oltre i nove metri e la circonferenza del fusto, misurata a m. 1,30 da terra, supera gli otto metri. Nell’ombra prodotta dalle fronde si scopre un possente e nodoso tronco che appare profondamente fessurato in senso verticale, per tutta la sua altezza. Il cavo porta ancora evidenti i segni di un incendio che lo colpi nel febbraio del 1968 interessando anche parte della chioma. Sono inoltre presenti tracce di carie. Nonostante tutto, il “grande vecchio”, che per vetustà e grandezza riveste importanza sia in campo regionale sia nazionale, conserva un generale stato di salute abbastanza buono. Nelle immediate vicinanze fanno da contorno altri olivastri, alcuni dei quali di dimensioni considerevoli seppur più ridotte rispetto al monumento naturale. Tutto il parco, inserito a ridosso di un’insenatura di fronte all’isola d’Ogliastra, gode di un clima particolarmente favorevole, grazie alla sua posizione riparata dai venti freddi. Ospita anche altre specie arboree, come carrubi e bagolari, che si possono considerare relitti  dell’antica foresta  mediterranea che vegetava lungo la costa in epoche passate. E’ consuetudine molto comune associare alla presenza del grande olivastro quella della vicina bianca chiesetta di Santa Maria Navarrese, edificata in stile mediterraneo, che assieme formano un inscindibile binomio di apprezzato valore paesistico. La chiesetta fu eretta nell’anno 1052 da una delle figlie del re di Navarra che, per essere miracolosamente scampata ad un naufragio, volle dedicarla a Santa Maria di Navarra in segno di riconoscimento. Questi fatti si sono mescolati nel tempo con la leggenda, ma rimangono attendibili alcuni documenti storici e taluni dati oggettivi come la particolare architettura,  unica in Sardegna,  che rimanda a quelle presenti in terra di Spagna, o il reliquiario di stile arabo spagnolo custodito da secoli nell’altare maggiore e ritrovato durante le ultime modifiche  apportate  alla  chiesetta (1959/60). Sono poi notevoli i tronchi in ginepro con cui cono costruite le capriate che sorreggono le falde del tetto. Appena a qualche metro dalla chiesa, poggiato su di un marciapiede e senza alcuna indicazione, è possibile osservare un grosso masso di granito sulla cui superficie è visibile una serie di “coppelle” (sorta di concavità simboleggianti in negativo i segni della Dea Madre) che gli archeologi fanno risalire al prenuragico. Un’ultima testimonianza del passato è rappresentata dalla Torre Spagnola che chiude a nord la spiaggia di Santa Maria Navarrese. Essa fa parte di quel sistema di torri costiere fatte erigere nel sedicesimo secolo da Filippo II re di Spagna, per difendere l’isola dalle incursioni dei corsari barbareschi. La Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari a Baunei, che è stata costruita nel XVII secolo, ha una rara e interessante copertura a cupole. Recentemente la chiesa è stata restaurata.
Il complesso nuragico di Orgoduri comprende un grande nuraghe complesso, che occupa la sommità della collina, e un grande villaggio di capanne circolari, visibili tutto intorno alle pendici della piccola altura. Il nuraghe, formato da una torre centrale e da almeno tre torri laterali uniti da mura rettilinee, è imponente, ma si trova in stato di conservazione non ottimale. Numerosi crolli, visibili su tutta la superficie occupata dalla costruzione, ostruiscono le parti ancora ben conservate, ostacolandone la leggibilità. In un tratto di muratura ben conservato è visibile, quasi a livello del terreno uno degli ingressi, che introduceva probabilmente ad un cortile interno, ora completamente interrato. Ben conservate sono anche alcune capanne che si trovano ai piedi della collinetta, ben visibili dalla sommità del nuraghe.