|
Il
monumento naturale botanico è ospitato all’interno del
parco urbano di Santa Maria Navarrese, frazione costiera
del comune di Baunei. La classificazione botanica lo
identifica come Olea europaea L.var.sylvesrris (Miller)
Brot, meglio noto con il nome di olivastro. Il patriarca
arboreo, d’età millenaria, fa ancora mostra della sua mole
che è davvero ragguardevole. La sua chioma svetta oltre i
nove metri e la circonferenza del fusto, misurata a m.
1,30 da terra, supera gli otto metri.
Nell’ombra prodotta dalle fronde si scopre un possente e
nodoso tronco che appare profondamente fessurato in senso
verticale, per tutta la sua altezza. Il cavo porta ancora
evidenti i segni di un incendio che lo colpi nel febbraio
del 1968 interessando anche parte della chioma. Sono
inoltre presenti tracce di carie. Nonostante tutto, il
“grande vecchio”, che per vetustà e grandezza riveste
importanza sia in campo regionale sia nazionale, conserva
un generale stato di salute abbastanza buono. Nelle
immediate vicinanze fanno da contorno altri olivastri,
alcuni dei quali di dimensioni considerevoli seppur più
ridotte rispetto al monumento naturale. Tutto il parco,
inserito a ridosso di un’insenatura di fronte all’isola d’Ogliastra,
gode di un clima particolarmente favorevole, grazie alla
sua posizione riparata dai venti freddi. Ospita anche
altre specie arboree, come carrubi e bagolari, che si
possono considerare relitti dell’antica foresta
mediterranea che vegetava lungo la costa in epoche
passate. E’ consuetudine molto comune associare
alla presenza del grande olivastro quella della vicina
bianca chiesetta di Santa Maria Navarrese, edificata in
stile mediterraneo, che assieme formano un inscindibile
binomio di apprezzato valore paesistico. La
chiesetta fu eretta nell’anno 1052 da una delle figlie del
re di Navarra che, per essere miracolosamente scampata ad
un naufragio, volle dedicarla a Santa Maria di Navarra in
segno di riconoscimento. Questi fatti si sono mescolati
nel tempo con la leggenda, ma rimangono attendibili
alcuni documenti storici e taluni dati oggettivi come la
particolare architettura, unica in Sardegna, che rimanda
a quelle presenti in terra di Spagna, o il reliquiario di
stile arabo spagnolo custodito da secoli nell’altare
maggiore e ritrovato durante le ultime modifiche
apportate alla chiesetta (1959/60). Sono poi notevoli i
tronchi in ginepro con cui cono costruite le capriate che
sorreggono le falde del tetto. Appena a qualche
metro dalla chiesa, poggiato su di un marciapiede e senza
alcuna indicazione, è possibile osservare un grosso masso
di granito sulla cui superficie è visibile una serie di
“coppelle” (sorta di concavità simboleggianti in negativo
i segni della Dea Madre) che gli archeologi fanno risalire
al prenuragico. Un’ultima testimonianza del passato è
rappresentata dalla Torre Spagnola che chiude a
nord la spiaggia di Santa Maria Navarrese. Essa
fa parte di quel sistema di torri costiere fatte erigere
nel sedicesimo secolo da Filippo II re di Spagna, per
difendere l’isola dalle incursioni dei corsari
barbareschi.
La Chiesa
parrocchiale di San Nicola di Bari a Baunei, che è
stata costruita nel XVII secolo, ha una rara e
interessante copertura a cupole. Recentemente la chiesa è
stata restaurata.
Il
complesso nuragico di Orgoduri comprende un grande
nuraghe complesso, che occupa la sommità della collina, e
un grande villaggio di capanne circolari, visibili tutto
intorno alle pendici della piccola altura. Il nuraghe,
formato da una torre centrale e da almeno tre torri
laterali uniti da mura rettilinee, è imponente, ma si
trova in stato di conservazione non ottimale. Numerosi
crolli, visibili su tutta la superficie occupata dalla
costruzione, ostruiscono le parti ancora ben conservate,
ostacolandone la leggibilità. In un tratto di muratura ben
conservato è visibile, quasi a livello del terreno uno
degli ingressi, che introduceva probabilmente ad un
cortile interno, ora completamente interrato. Ben
conservate sono anche alcune capanne che si trovano ai
piedi della collinetta, ben visibili dalla sommità del
nuraghe. |