Piccolo paese di appena un migliaio di abitanti, situato a ridosso delle montagne dell'Ogliastra, comprendente una superficie di circa 40 Ha. Da Sud, vi si giunge attraverso la SS 125 proveniente da Cagliari, passando per la strada che da Jerzu porta a Gairo; oppure, dal resto dell'isola, costeggiando il Lago Alto Flumendosa. Osini è considerato da molti un paese fantasma, infatti è costituito dalla zona nuova, costruita dal 1951 in poi, e, a pochi chilometri da essa, dalla zona vecchia,  completamente disabitata ed evacuata in seguito ad una violenta alluvione nel 1951. Situato a 650 metri di altitudine, oltre ad offrire una vista spettacolare della zona marittima posta di fronte, si identifica come caratteristico paesino storico con costumi, usanze e tradizioni a sé. Su questo luogo si sanno poche cose dato che é stato scritto molto poco sebbene tutto tramandato a voce.  Il territorio relativo al paese é suddiviso in 4 parti separate dette: Ninara, Is Carcuris-Biddemonti, Quirra e la zona dove sorge l'abitato nuovo: la zona di Ninara, di forma triangolare, si trova nella parte meridionale della catena montuosa di Tricoli confinante con il territorio di Jerzu e di Gairo ricca di boschi, oliveti e vigneti; a circa 5 km da essa, verso sud, ad un'altitudine di 160 mt. si trova il territorio di Biddemonti in cui è presente la Orientale Sarda (SS125); in questa zona sono presenti vigneti, orti, frutteti con relative case coloniche; a 10 km a sud da Biddemonti inizia la zona di Quirra, costituita dalle terre donate dalla contessa di Quirra all' Ogliastra ed al Sarrabus nella seconda metà dell'ottocento, in tale zona è presente il rio Quirra dove si riversano i torrenti di Masonedili, Guventu e Asinalis; il centro abitato sorge sulla costa della montagna del Taccu in cui sono presenti le zone di Perda Cuccu a nord e Bruncu S'Armidda a sud. A pochi chilometri dal paese si trova l'importante e ricca zona archeologica, composta da villaggi nuragici, spasso utilizzati come rifugio del bestiame. Il più grande e meglio conservato di essi è quello di Serbissi, che si trova a pochi passi dalla tomba neolitica detta de s'Orku, che la tradizione orale reputa come luogo di sepoltura di esseri giganteschi, visto le proporzioni della tomba. Il complesso nuragico di Serbissi ubicato a 960 metri s.l.m., è formato da un nuraghe complesso del tipo a tholos e da un piccolo villaggio di capanne. La singolarità del sito, oltre che dalla complessità strutturale, è data dalla presenza, nell'area sottostante, di una grotta, forse utilizzata per la conservazione do derrate alimentari. Recenti scavi condotti nel sito attestano una frequentazione dell'area già nell'età del Bronzo Antico, fino al Bronzo Recente e Finale. Il nuraghe edificato con planimetria trilobata in almeno tre fasi edilizie è infatti, composto da una torre centrale, e da altre tre torri irregolarmente disposte. L'accesso alle quattro torri è consentito da un piccolo cortile con funzione di disimpegno, delimitato dalle murature del bastione. Da dicembre 2003 è attivo il servizio di accompagnamento e visita guidata nelle aree archeologiche e nella Gola di San Giorgio. Per informazioni tel 329.7643343 (Archeo Taccu).
Nei dintorni del paese, nella zona più alta, si trovano i resti di un antico castello, appunto, Su Casteddu, luogo misterioso e si pensa risalente al periodo medievale; non tutti però concordano con questa ipotesi, secondo altri si sarebbe trattato di una fortificazione, sede di una guarnigione romana, tale tesi è supportata dal ritrovamento di materiali (ceramica, monete), ascrivibili ad età romano bizantina. La cucina locale è ricca di piatti a base di carne, patate di montagna da cui vengono fatti i deliziosi culurgiones del luogo. Famoso anche il torrone e le ciliegie dal caratteristico colore giallo rossastro.

  
PanoramaChiesa S.SusannaNuraghe UrceniPasso di S.GiorgioDintorni del paeseRovineIl paese

Scala di San Giorgio - Complesso archeologico Serbissi
Tomba dei Giganti de S'Orku
 
Lungo la serie di pareti che delimitano ad oriente il vastissimo tavolato calcareo del “taccu” di Osini, si apre la Scala di San Giorgio. Per “scala” la gente del posto intende un accesso ripido ed accidentato attraverso una balza rocciosa. Nel caso specifico si tratta di una gola molto angusta, delimitata da alte muraglie di natura calcarea e dolomitica ed attraversata da uno stretto nastro d’asfalto proveniente dal vicino abitato di Osini. Il suo superamento consente l’accesso al “taccu”, l’unico per chilometri, ad essere agevole. La gola è il risultato di un insieme di fratture verticali delle masse rocciose, senza apprezzabile spostamento delle parti generate. Tale fenomeno prodotto da cause di tipo meccanico è noto in geologia con il termine di “diaclasi”. Una di queste, conosciuta con il nome di “Sa Brecca ‘e Usala” è davvero impressionante. La fenditura attraversa per intero, in senso verticale, la parte ovest della gola sprofondando con uno sviluppo complessivo di quasi 100 metri.  E’ scrutabile, senza l’uso di tecniche speleologiche, seguendo una gradinata che ne consente l’accesso ad un’apertura laterale, oppure dall’alto, guadagnando la sommità delle pareti con un sentiero proveniente dall’altipiano. L’aspetto della gola, singolare e maestoso, suscita gran suggestione per l’altezza delle pareti e per la breve distanza che intercorre tra esse. Nel suo punto più profondo, la verticalità può superare i cinquanta metri.  Un breve viottolo in salita, inframezzato da gradini, consente di raggiungere uno spettacolare punto panoramico posto sulla parete est del monumento natu-rale. Da qui la vista può spaziare sul vasto scenario del Rio Pardu, dove si scorgono pascoli, boschi e macchie, coltivi, piccoli borghi e all’orizzonte, anche il mare. Nel caso dei comuni di Gairo ed Osini, è facile distinguere i loro vecchi abitati abbandonati nel dopo-guerra a causa di fenomeni franosi ed oggi deserti e di aspetto malinconico.
Volgendo lo sguardo ai piedi della rupe “Scala di San Giorgio” affonda le proprie radici nella leggenda che racconta un miracolo operato dal Santo vescovo di Suelli, di nome Giorgio, che giunto da Seui sul far della sera, in prossimità delle alte pareti che sovrastano Osini, ordinò alla montagna di aprirsi al fine di agevolare il suo passaggio per l’abitato, sono interessanti da osservare grossi blocchi di roccia che hanno subito il distacco ed il crollo delle pareti sovra-stanti, sia in epoche remote sia in tempi recenti.
Il sito, che gode di una posizione  dominante, è ancora oggi chiamato “Su Casteddu”. Il toponimo prende origine dalla tradizione popolare che narra dell’esistenza di un’antica fortezza a guardia del passo. Ad oggi, però, non è stato mai dimostrato nulla in proposito. Al più il ritrovamento di monete di diversi imperatori romani, consente di ipotizzare la presenza di una postazione romana.  Il vasto territorio interno, a cui si accede dalla gola, è interessato da fenomeni carsici presenti sia in superficie sia in profondità. Lo testimoniano le forme di erosione visibili ovunque, la ricchezza di sorgenti e le numerose grotte distribuite anche nei territori limitrofi.
Il complesso nuragico di Serbissi è collocato a 963 m. s.l.m., e una delle sue particolarità è di essere stato costruito sopra una grande grotta, accessibile da due entrate distinte, una collocata a est e l'altra a ovest. Entrando nella grotta dall'ingresso a ovest si arriva ad una sala circolare di circa 20 m. di diametro dalla quale un corridoio conduce alla parte opposta del monte, e si arriva dopo una curva a sinistra, alla seconda entrata poco illuminata e nascosta dalla vegetazione. A metà del lungo corridoio si trova una fontana, vicino alla quale inizia uno stretto passaggio a scivolo che porta ad un ambiente di circa 35 mq. da dove si aprono altri due passaggi, in parte ostruiti, dei quali si dice che portassero al nuraghe, che si trova proprio sopra questo punto. Il nuraghe è costituito da otto torri che in origine erano tutte all'interno di un'ampio recinto fortificato da grosse mura. Attualmente solo alcune delle torri sono visitabili. La Tomba dei Giganti De S'Orku è una delle più grandi della zona.
Dalla s.s. 125 Orientale Sarda, 10 km. dopo aver superato Tertenia si trova il bivio per Jerzu, si supera questo centro e si prosegue, superando anche Ulassai, giungendo infine ad Osini. Recarsi al centro del paese, e subito dopo un campo sportivo girare a sinistra in via Sardegna. Da qui si seguono le indicazioni turistiche per il "Taccu di Osini", uscendo dall'abitato la strada procede in salita, in una strada con numerosi tornanti. Dopo aver percorso km. 2,6 dall'uscita del paese si trova un bivio, si prende a destra una strada bianca, e si procede per 3 km. esatti. La strada finisce davanti ad un sentiero che si trova a sinistra: bisogna percorrerlo per qualche centinaio di metri, sino ad arrivare sull'altura dove si trova il complesso nuragico. La Tomba dei Giganti si trova nei pressi del nuraghe.