Nuraghe Oruttu - Osini (1996)

Pareti verticali
Coordinate: 39° 49' 30.88" N  - 9° 29' 10.88" E 
DOVE SI TROVA  Si trova sul versante di destra della Valle del Rio Pardu, nel comune di Osini.
COME SI RAGGIUNGE Seguendo la SS 125 in direzione Cagliari girare per il paese di Jerzu, proseguire poi per Ulassai, uscire dal paese seguendo le indicazioni per la Grotta di Su Marmuri e poi verso Osini, a circa 1000 metri di quota.
LA LOCALITA' Situato ad un' altitudine di 870 / 928 m slm, offre uno scenario di maestosa bellezza. La Scala di S.Giorgio (Skàla in sardo significa "accesso ripido ed accidentato") si apre lungo le pareti orientali del "tacco" di Osini, vasto tavolato calcareo-dolomitico dell'Ogliastra, costituendo un valico naturale di collegamento tra due valli, a nord-est del Rio Pardu, e a sud-ovest del Flumineddu. Ha l'aspetto di una stretta gola, delimitata da alte incombenti muraglie rocciose (fino a 100 m) e percorsa, fatto che la connota in modo del tutto originale, da uno stretto nastro d'asfalto proveniente dal vicino abitato di Osini. La gola, originatasi dalle fratturazioni verticali del bordo dell'altopiano, si inserisce in un ambiente remoto e deserto, denso di alberi e ricco di fauna rupicola. Secondo la leggenda S.Giorgio, vescovo di Suelli, dovendo raggiungere il villaggio di Osini, stanco per l’asperità e la lunghezza del percorso, comandò alla montagna di aprirsi per un più rapido e comodo collegamento fra gli abitanti dei paesi della valle del Flumineddu e quelli della Valle del Pardu. Il passo si apre infatti in una muraglia continua lunga circa 6 km. Il sito è noto anche come Taccu di Osini. Altro nome è S’Assa de su Casteddu, in italiano ‘parete del Castello’, che è anzi quello localmente più usato, riferibile ad un luogo fortificato secondo il quale vi poteva essere esistita una stazione romana. Sono in effetti stati rinvenuti resti di costruzioni e monete di età romana. Nei pressi si trova una sorgente la cui acqua, chiamata s’abba de sa sanidade, conferma il carattere eccezionale attribuito al luogo. In prossimità della Scala di S. Giorgio non sono presenti monumenti archeologici pre-romani, ma, oltrepassata la stretta fessura calcarea, si accede alla Valle di Taccu, che conserva numerose emergenze archeologiche. Sui rilievi che la delimitano sono impostati diversi nuraghi di tipo semplice e complesso, che si adattano in modo straordinario all’irregolare morfologia della roccia su cui poggiano. Il più importante è il Nuraghe Sérdini, costruito con blocchi di calcare ben lavorati e disposti a filari regolari. Alla torre centrale ben conservata si aggiungono due torri a sviluppo frontale ed una nella parte posteriore. Nonostante lo sconvolgimento del deposito archeologico di alcuni ambienti, il nuraghe è ben conservato e meriterebbe un intervento di valorizzazione con l’individuazione di un accesso perché attualmente è difficilmente raggiungibile da una pista di una vecchia forestazione. Le stesse caratteristiche architettoniche e di tecnica edilizia presentano i nuraghi Urcerei, Mastu Marci e S’Olivenu, posti a guardia degli omonimi canaloni sottostanti. Al centro della valle, in prossimità della strada di accesso, se ne trovano due, il cui nome deriva dal loro stato di conservazione: Nuraghe Orruttu, ricoperto da blocchi poliedrici di calcare crollati, e Nuraghe Sanu, composto da un’unica torre costruita con blocchi pure calcarei lavorati e disposti a filari regolari. L’interno della torre conserva piccole nicchie disposte a croce in ottimo stato di conservazione. Nelle vicinanze, rimangono in parte le strutture di una tomba dei giganti che raccoglieva i morti di un antico abitato nuragico.
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