Le
tracce dei primi insediamenti umani in Ogliastra
risalgono probabilmente al Neolitico e sono state
rinvenute all'interno delle
grotte del
Supramonte di Baunei. Gli uomini
preistorici, comunque, vivevano anche lungo le coste
e le cale, cibandosi di vegetazione spontanea, di
cacciagione
e di pesca,
sebbene le continue
incursioni piratesche li costrinsero a
spostarsi verso l'entroterra e a dare, così, origine
ai primi paesi montani, all'interno dei quali
incominciarono a praticare l'agricoltura
e la pastorizia.
Il culto pagano dei
popoli prenuragici è testimoniato dai vari reperti
che sono stati rinvenuti nella zona, come
utensili
di vario genere,
anfore di diverse dimensioni e
punte di frecce.
L'Ogliastra, poi, è particolarmente disseminata di
Nuraghi, spendide e suggestive casa-fortezze, e di
Tombe dei Giganti, ovvero tipi di sepolture
nuragiche che testimoniano una notevole
concentrazione di popolazioni nella regione. Il
nuraghe è
uno dei simboli più conosciuti della Sardegna, forse
il monumento più rappresentativo della sua storia
millenaria. E' un'imponente costruzione di forma
semplice o complessa che può raggiungere e superare
i 20 metri di altezza. Può sembrare inverosimile che
che molte di queste costruzioni, erette con la
tecnica della
pietra a secco, si siano conservate così
integre sino ai giorni nostri. Essi sono un vero e
proprio gioiello dell'architettura preistorica, la
quale testimonia l'altissimo livello di sviluppo che
la civiltà nuragica raggiunse nell'età del bronzo.
Durante il VII secolo a.C. la zona venne occupata
dai Fenici,
dai Punici
e, successivamente, dai Romani, popolo del quale
sono a tuttoggi presenti, lungo la costa, varie
tracce e ruderi di villaggi. In seguito, dopo la
conquista della Sardegna da parte dei Pisani, essa
venne occupata dagli
Aragonesi
nel 1323, come testimonia la presenza di diverse
torri costiere e di varie chiese campestri. Nel XII
secolo la Sardegna era divisa in Giudicati e l'area
dell'Ogliastra
apparteneva al Giudicato di Cagliari, ma solo agli
inizi del XIII secolo i Pisani, prima di venire
cacciati dall'isola dagli Aragonesi, la resero
Giudicato indipendente. Con il trascorrere dei
secoli, comunque, la storia dell'Ogliastra è comune
a quella del resto della Sardegna fino all'arrivo
dello Stato
Piemontese, al quale è dovuta la
distruzione del suo originario, rigogliosissimo
manto boschivo d'alto fusto. Durante i millenni, le
varie popolazioni esterne che hanno colonizzato la
Sardegna
si sono sempre impadronite dei suoi tesori, delle
sue foreste, del suo mare. Ma, in compenso, hanno
anche ricevuto qualcosa, la malaria e la peste, le
terribili malattie che le hanno costrette ad
abbandonare l'isola e che hanno rafforzato il
carattere e la fierezza delle genti locali.
In
seguito alla legge regionale n. 9
del 2001 e successive integrazioni,
è stata effettuata una nuova
ripartizione del territorio della
Regione Autonoma della Sardegna, che
ha portato il numero delle province
da quattro a otto. Le nuove Province
sono attualmente solo
amministrative, vale a dire che i
territori usufruiranno di una
migliore ripartizione dei fondi, ma
non hanno (e potrebbero non avere) -
ad esempio - nè Prefettura nè altri
uffici statali su scala provinciale
(Questura, Banca d'Italia ecc.). Le
modifiche hanno assunto piena
operatività a partire dal maggio
2005, quando si sono svolte le
elezioni per rinnovare tutti i
Consigli provinciali.
La
Provincia dell'Ogliastra è una nuova
provincia, costituita da 23 comuni.
In attesa della formalizzazione
della scelta del capoluogo, la
Giunta Provinciale ha sede a
Lanusei, mentre il Consiglio
Provinciale ha sede a
Tortolì.